Droni: pro e contro di una tecnologia innovativa

I droni sono uno strumento tecnologico che sta riscontrando successo non solo in forma ludica ma anche per scopi più serie. Ma porteranno davvero a una svolta?

Questa è la nostra riflessione. 

Cosa sono i droni?

Da molti anni si discute sul ruolo sempre crescente della tecnologia e su quanto possa questa aiutare la popolazione. Se è vero che alcuni esempi sembrano dare risposte ovvie (si pensi ad internet o agli smartphone), è anche vero che le tecnologie più recenti sembrano aver dato una nuova svolta al modi di vivere dei cittadini. A questo proposito, sembra doveroso dedicare una riflessione ai droni, moderni mezzi di comunicazione (e a breve anche di trasporto) che sembrano destinati a diffondersi a macchia d'olio, non solo ad uso ricreativo e civile, ma anche per uso militare. Occorre, quindi, conoscere nel dettaglio questi piccoli ritrovati e comprendere se e come possano proteggere la popolazione.

Il drone è, per definizione, un aeromobile a pilotaggio remoto, in grado cioè di librarsi in volo e di spostarsi ad una distanza più o meno elevata dal suolo grazie al controllo di un guidatore che non si trova a bordo del mezzo. Non si tratta di una scoperta recente: i droni erano già in uso durante la prima guerra mondiale, nel corso della quale vennero testati (ma non ufficialmente utilizzati) a scopo di spionaggio e di bombardamento.

Oggi, il drone si è diffuso ad uso civile: nostalgico ricordo dei modellini di aeroplano ampiamente utilizzati dagli adolescenti, questo accessorio sembra destinato a diventare il nuovo passatempo dei bambini (e dei genitori più curiosi) dei tempi moderni.

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I modelli di droni

I modelli più sofisticati montano piccole telecamere o prese per il trasporto di oggetti di medie dimensioni ma, in generale, è possibile individuare tre tipologie di droni:

  • il primo tipo mostra una struttura ad eliche, che gli permette di volare come un elicottero e di mantenersi fermo a mezz'aria, ma anche di virare e di volare in senso obliquo
  • il secondo modello, detto a struttura planare, ha delle ali che permettono di sfruttare le correnti di aria e percorrere piccole e medie distanze in breve tempo
  • il terzo e ultimo modello non è altro che un ibrido, in grado non soltanto di volare (grazie ad uno dei sistemi già mostrati), ma anche di camminare su strada ed effettuare piccoli salti

Se è vero che accessori simili sembrerebbero adatti a divertire più che a sorvegliare, è anche vero che negli ultimi anni gli utilizzi militari dei droni sono nettamente aumentati. Il motivo è semplice: si tratta di apparecchiature dal costo ormai accessibile (i modelli base partono dai 50 euro) e in grado di infiltrarsi in spazi di dimensioni ridotte, raggiungendo ambienti che prima sembravano riservati a pochi eletti. Si pensi ai quartieri in cui si svolge lo spaccio di droga o le abitazioni dei criminali in procinto di organizzare il prossimo attacco: le micro telecamere montate sui droni e i microfoni nascosti sono in grado di percepire dialoghi anche a lunga distanza e fornire prove schiaccianti per l'arresto dei banditi.

Un simile utilizzo non può che rasserenare i civili che, in questo modo, potrebbero godere di città più sicure e sempre meno soggette dal controllo della malavita. Ovviamente, l'esempio riportato non è l'unico possibile. Già da qualche tempo gli Stati più all'avanguardia hanno richiesto le dovute autorizzazioni per un controllo capillare delle città con l'utilizzo dei droni. Si immagini di poter controllare le vie del centro di Roma o di Milano con un drone: episodi di micro criminalità verrebbero debitamente registrati e risalire ai colpevoli sarebbe decisamente più semplice. Non solo: i droni potrebbero essere guidati anche nelle metropolitane, sui treni e sui mezzi di trasporto più utilizzati per controllare i movimenti della folla e dare dei segnali di allarme, in caso di pericolo. Si tratterebbe, a detta di molti, di un grande aiuto per le forze di polizia e di un buon modo per permettere alla popolazione di proteggersi dalle numerose minacce delle metropoli odierne.

drone militare

E la privacy?

C'è però chi si è già posto il problema relativo alla sicurezza e alla privacy dell'utente. Un drone potrebbe facilmente registrare i dati di un cittadino che sta ritirando dei soldi al bancomat o filmare un ignaro padrone di casa che ha appena messo il codice per l'allarme del suo appartamento. Viene spontaneo chiedersi chi vedrà il filmato appena registrato e che uso ne potrebbe fare. Dati sensibili, di qualunque entità, potrebbero rivelarsi pericolosi da diffondere, senza contare che lo scenario mostrato ricorda quello della cittadina orwelliana dipinta nell'opera 1984.

La domanda, a cui non si è ancora trovata risposta, rimane quindi una: vale la pena di vendere la propria privacy allo Stato e alle polizie locali? La risposta potrebbe essere affermativa, a patto che chi ha il compito di gestire i droni agisca in buona fede e tenga per sé determinate informazioni. In caso contrario, si tratterebbe di una bomba ad orologeria pronta ad esplodere da un momento all'altro, non solo incapace di difendere ma in grado di nutrire le schiere dei criminali che si vorrebbero combattere.

Il punto però resta sempre lo stesso: la tecnologia è una minaccia o no?

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