Il gioco d’azzardo va realmente contro l’etica?

Il gioco d'azzardo non è considerato un semplice passatempo e per anni è stato considerato anche illegale.

Ma è davvero una cosa così negativa? 

Non solo attualità: il gioco d'azzardo nella storia

Quando si parla di gioco d'azzardo, quasi sempre il pensiero va al poker, al casino e ai siti internet che permettono di giocare online. Quasi sempre si pensa che il fenomeno della dipendenza dal gioco d'azzardo sia un fenomeno del tutto nuovo, legato soprattutto alla nascita e alla diffusione del gioco online e delle nuove ed innovative slot machine che, sempre più spesso, si trovano nei bar, nelle pizzerie, presso i tabaccai e in moltissimi altri tipi di locali.

Il gioco d'azzardo ha radici ben più remote che risalgono ad un lontano passato, visto che la sua nascita risale al tardo Medioevo: e sono molti gli studiosi che hanno evidenziato come, già allora, esistevano casi di dipendenza dal gioco (soprattutto gioco alle carte o ai dadi) e persone che arrivavano a perdere tutto, persino a suicidarsi, non potendo poi pagare i propri debiti.

Vivendo sempre in bilico tra il legale e l'illegale, il gioco d'azzardo è poi arrivato fino ai giorni d'oggi, mutato in molti aspetti, ma rimasto identico nel suo significato, ossia quello di sfidare la sorte e tentare la fortuna, sperando di arricchirsi con un giro di dadi, di carte o di rulli di slot.

Diverse, invece, le reazioni del pubblico non giocante che, soprattutto negli ultimi tempi, sta portando avanti una vera e propria battaglia etica contro il gioco d'azzardo. Come mai? Il gioco d'azzardo può essere definito un'attività eticamente riprovevole al pari di altri controversie questioni come per esempio l'eutanasia?
Vediamo di seguito uno dei temi più dibattuti andando a sentire le due diverse campane: quelle che fanno una vera e propria crociata contro il gioco d'azzardo e quelle che lo difendono.

gioco d'azzardo nella storia

Gioco d'azzardo e dipendenza

Il gioco d'azzardo, grazie soprattutto alla legalizzazione da parte dello Stato, è diventato sempre più comune. Negli ultimi anni, poi, l'apertura di casino online ne ha permesso una maggiore diffusione, che ha raggiunto moltissime persone. Grazie ad una semplice connessione internet, infatti, oggi ci si può tuffare nel mondo del gioco d'azzardo, scegliendo tra le slot machine e i video-poker, tra il black-jack e tantissime altre possibilità, tutte molto accattivanti.

La facilità con cui oggi si può giocare, anche restando comodamente seduti a casa propria, ha portato alla nascita di una vera e propria malattia, definita ludopatia. Secondo le stime, circa 800mila italiani sono stati ‘infettati' da questa malattia, che porta ad una vera e propria dipendenza dal gioco, con tutte le conseguenze non solo economiche, ma anche di salute.

Per quanto i siti di casino online siano regolamentati dallo Stato, così come la maggior parte dei locali che permette soprattutto il gioco alle slot machine, sono molte le associazioni che hanno evidenziato che il problema è così radicato che è necessario correre ai ripari, operando su diversi fronti. Infatti, se da un lato, i casino online non permettono gli accessi e il gioco ai minori (per effettuare le iscrizioni, infatti, viene chiesto un documento di riconoscimento che attesti l'età di chi apre l'account), dall'altro in molti locali i controlli sono meno rigidi ed è proprio in questi posti che anche moltissimi minori si ritrovano a giocare d'azzardo ore ed ore.

La ludopatia è stata quindi riconosciuta non solo come un problema di salute, ma come una vera e propria piaga sociale, per cui, sempre più spesso, commercianti in grado di poter avere la licenza per utilizzare le slot machine si sono rifiutati di effettuare questa scelta. Una scelta effettuata solitamente da chi ha vissuto in prima persona il dramma di famiglie in cui, la presenza di un ludopatico, ha portato a perdite eccessive.

Questi commercianti ed imprenditori rinunciano ad un guadagno assicurato pur di non andare contro quello che loro sentono come un dovere morale, ossia di non lucrare su un genere di gioco non condiviso da molti. In molte provincie a mobilitarsi non sono solo le associazioni o i commercianti, ma anche le ASL, che puntano il dito sulla dipendenza che il gioco d'azzardo provoca, trasformando quello che dovrebbe essere considerato un divertente passatempo in una vera e propria mania, in un'ossessione che porta facilmente alla rovina economica e sociale di chi viene colpito.

gioco-dazzardo

L'etica e il gioco d'azzardo

Tuttavia, come evidenziato fino ad ora, la maggior parte delle mobilitazioni da parte di quanti non amano il gioco d'azzardo punta soprattutto alla lotta alla dipendenza. Ma con che sicurezza si può additare il gioco d'azzardo come causa di questo tipo di dipendenza? In realtà, è stato ampiamente provato che molti soggetti hanno tendenze alla dipendenza per cui, se non fossero dipendenti dal gioco d'azzardo probabilmente sarebbero diventati dipendenti da altro, come fumo, droga eccetera. Quindi, il problema etico si sposta sulla dipendenza, e non sul gioco stesso.

Infatti, non si può parlare di problema etico del gioco d'azzardo in relazione alla perdita o alla vincita di somme di denaro, perché in moltissime attività, anche commerciali, per fare un esempio, esistono persone che si arricchiscono a discapito di altre. Non si può neanche additare il gioco d'azzardo come non etico in quanto passatempo che non permette di costruire qualcosa di positivo, perché la definizione del passatempo è proprio quello di far trascorrere il tempo senza vantaggio alcuno.

Probabilmente, ci si può porre il problema dell'etica del gambling se si considera che, quando si gioca, chi vince o si arricchisce nel gioco d'azzardo, lo fa a discapito di altre persone. Anche quando si gioca alle slot machine nei locali, alle perdite dei giocatori si contrappongono i profitti, solitamente molto elevate dei gestori del locale. Il problema principale è soprattutto legato ai rapporti di perdita e di vincita, visto che, tali rapporti, sono solitamente molto a favore di chi trae profitto. Tuttavia, per come funziona il gioco d'azzardo, è facile comprendere che la percentuale di persone che perde è molto maggiore rispetto a quella che ci guadagna.

Proprio su questo si basa la guerra al gambling da parte di quanti vedono nel gioco d'azzardo una pratica pericolosa e da evitare. Tuttavia, a favore del gioco d'azzardo si possono riportare una serie di elementi. Il primo è che in quasi tutti i contesti esistono poche persone che si arricchiscono a discapito di molte: le grandi multinazionali, ad esempio, o i grossi centri commerciali, che vanno avanti creando un disequilibrio economico dei piccoli esercizi a conduzione familiare.

Infine, a difesa dell'etica del gioco d'azzardo non si può non evidenziare che lo Stato stesso sostiene il gioco d'azzardo. Se, infatti, fino a qualche anno fa esso era strettamente collegato alla malavita (e allora qualche problema etico era ampiamente giustificato), oggi il riconoscimento da parte dello Stato garantisce un gioco onesto, la cui casualità di carte, dadi o rulli di slot è garantita e i cui profitti vanno a sostenere campagne sociali e culturali: questo permette un gioco ‘pulito' ossia etico. La mancanza di etica nel gioco d'azzardo, quindi, ancora una volta non sta nel gioco stesso ma, semmai, in quanti ne fanno uso in maniera scorretta.

gioco online

Conclusioni

Da quanto riportato sopra, è evidente che etica e gioco d'azzardo non sono due elementi da poter mettere a confronto, a meno che non ci si voglia interrogare sull'etica di ogni azione che si svolge. Tecnicamente, o meglio in maniera completamente oggettiva, si può affermare che il gioco d'azzardo non è di per sé etico o non etico, ma come sempre accade, è l'uso che si fa delle cose che può essere giusto o sbagliato.

Esistono moltissime persone che sanno divertirsi giocando d'azzardo sapendo benissimo come e quando smettere. Altre, invece, che diventano dipendenti fino al punto di perdere tutti i propri capitali. Evidentemente non è il gioco d'azzardo il problema…

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