Pilota automatico: una buona o cattiva idea?

La tecnologia continua a fare passi da gigante e uno dei prossimi obiettivi è quello di introdurre il pilota automatico anche sulle macchine. Sarà una buona idea? 

Ecco la nostra analisi su questa tematica

Il pilota automatico per ridurre l'errore umano

Nonostante venga impiegato da decenni sugli aerei e sulle barche, si sta pensando ad un'applicazione pratica del pilota automatico (o autopilota) anche sulle macchine. Esso, infatti, non richiederebbe la continua vigilanza del conducente che, quindi, in particolari momenti di stanchezza potrebbe attivarlo in modo semplice con un comando o, perché no, affidare al dispositivo l'intero controllo del viaggio. Molti credono che questa soluzione potrebbe portare ad una notevole diminuzione degli incidenti stradali, decisamente più frequenti rispetto a quelli aerei.
Grazie al pilota automatico potremmo salvare tutte quelle persone che, ogni anno, perdono disgraziatamente la vita sulle strade.

Non solo, il pilota automatico presenta molti vantaggi per gli automobilisti: la possibilità di potersi riposare durante le tratte, in modo da arrivare sempre in ottima forma agli appuntamenti o quella di potersi concedere qualche drink in più il sabato sera senza che nessuno debba rischiare la propria vita per fare ritorno a casa; inoltre, grazie alla riduzione degli incidenti stradali, sarebbe possibile intervenire in modo sensibile anche sulla congestione del traffico, nemica numero uno di tutti gli automobilisti, e quindi renderlo più fluido.

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Anche il pilota automatico può sbagliare

Purtroppo, però, non esiste ancora un pilota automatico sufficientemente affidabile e in grado di non commettere errori: ne è una prova il tragico incidente avvenuto recentemente negli Stati Uniti. L'incidente, avvenuto a bordo di una Tesla, ha provocato la morte del suo conducente.

Infatti, non esistono macchine perfette, giacché il loro codice è, pur sempre, realizzato da menti umane. Per quanto sia possibile realizzare software sempre più affidabili, siamo ancora ben lontani dagli altissimi standard di sicurezza che un sistema di pilotaggio automatico dovrebbe poter garantire.
Può succedere, ad esempio, che l'autopilota non rilevi macchine bianche, colore troppo chiaro per poter essere avvertito dal sensore o, ancora peggio, che l'automobile venga “hackerata” ed usata per ferire i passanti.

Insomma, ci vorranno ancora molti anni prima che un buon prodotto di automobile dotata di pilota automatico possa venire alla luce, riuscendo a garantire a tutti gli automobilisti un'esperienza rilassante e sufficientemente sicura.

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L'utilizzo del pilota automatico nel campo dell'aviazione

Il pilota automatico, però, viene impiegato con successa e da decenni nel campo dell'aviazione. Ciò ha decisamente contribuito a rendere più semplice il lavoro per tutti i piloti e per lo staff dell'aereo, nonostante sia comunque rimasta necessaria l'attenzione continua dei piloti che, nel corso del volo, si accertano che tutto proceda per il verso giusto. Il pilota automatico può coprire in modo autonomo gran parte del viaggio e, grazie ad un dispositivo aggiuntivo, possono evitare facilmente collisioni con altri aerei in transito su una rotta vicina.

L'autopilota permette inoltre un notevole risparmio di carburante e consente di viaggiare in modo sereno e sicuro. Esso è composto principalmente da un software in grado di “avvertire” la posizione e l'orientamento del velivolo ma, nonostante questo, il software si è spesso rivelato insufficiente e incredibilmente rigido in tutte quelle situazioni in cui era richiesta l'abilità di poter gestire un evento imprevisto, come una turbolenza estremamente violenta. In tutti questi casi, è ancora indispensabile l'intervento dei piloti che, grazie alle loro conoscenza e alla loro esperienza, riescono a gestire, la maggior parte delle volte con successo, questi avvenimenti.

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Conclusioni

Per concludere, il pilota automatico, se applicato alle automobili, potrà sicuramente garantire ottimi standard di sicurezza, a patto che il software venga progettato con attenzione e debitamente testato. L'errore umano è sempre possibile, ed è proprio per questa che continua ad essere necessaria, sui modelli più attuali, la costante vigilanza dell'automobilista che, in caso di necessità, può prendere il controllo del mezzo.

I vantaggi sarebbero molteplici: riduzione del congestionamento del traffico, una diminuzione degli incidenti stradali (il cui numero è, ad oggi, estremamente alto) e dei morti sulla strada, una maggiore serenità per chi ogni giorno affronta strade non in buone condizione e, ancora, la possibilità per tutti gli automobilisti di potersi riposare poco prima di un evento importante, come un appuntamento di lavoro o l'incontro con un cliente. Centinaia di persone sono costrette a guidare tutti i giorni per ore e chilometri, senza la possibilità di poter dormire un po' o distrarre la mente dalla strada; l'autopilota, in questo caso, potrebbe riuscire nell'intento di prevenire in modo assai efficace eventuali incidenti stradali causati da stanchezza e colpi di sonno.

La possibilità che il sistema dell'auto venga hackerato e che quindi quest'ultima possa essere riprogrammata per fare del male ad altre persone, per esempio tamponando altre auto o investendo dei pedoni, seppure possibile, resta un'eventualità remota e che, con adeguati sistemi di sicurezza, diventerà una possibilità trascurabile. Come ogni cosa tecnologica ha opportunità e minacce.

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