Perché Pokemon Go ha riscosso tutto questo successo?

Tutti ne parlano e tutti ci giocano. Pokemon Go è diventato un fenomeno mondiale vero e proprio. Ma cosa sta dietro a questo successo?

Noi abbiamo fatto qualche ricerca. 

Che cos'è Pokemon Go?

Sin dal momento del suo lancio ufficiale (il 15 Luglio 2016 in Italia, appena una settimana dopo il rilascio negli USA) sembrava che non ci fossero dubbi: Pokemon Go era destinato a diventare il gioco più amato degli ultimi anni. Insieme alla nuova mania dei droni, in effetti, sembra che non ci siano dubbi sul livello di gradimento del nuovo passatempo da parte degli utenti, se si pensa che siti come YouPorn si sono congratulati con i creatori del gioco, dal momento che, in appena 24 ore, le ricerche on line relative a Pokemon Go hanno superato i filmati hard trasmessi dal canale più noto al mondo. Sembrerebbe l'inizio di una nuova epoca: quello che era ormai stato dichiarato senza alcun dubbio il primo interesse degli adolescenti in piena tempesta ormonale (il porno, appunto) è stato battuto da un videogioco per ragazzi. Chiedersi perché ciò sia successo è lecito ma trovare una risposta non è semplice. Ecco perché sarà bene cercare di abbozzare delle possibili risposte ad una febbre da gioco tanto sentita.

Come accade ogni volta in cui si studia un nuovo fenomeno, la prima cosa da fare è definire nel dettaglio ciò di cui si sta parlando. Pokemon Go è un videogioco disponibile per smartphone IOs e Android, brevettato da Niantic, in collaborazione con Nintendo, Game Freak e The Pokemon Company. Scopo del gioco è quello di completare il Pokedex, una sorta di album in cui vengono collocati i Pokemon catturati. Per potersi appropriare dei Pokemon, il giocatore deve trovarli in giro per la città, utilizzando il sistema GPS integrato e catturandoli prima che scappino, oppure vincerli all'interno delle palestre in cui combatterà con i Pokemon già conquistati. All'inizio del gioco (ovvero, al primo avvio dell'applicazione), al giocatore viene offerto un Pokemon a scelta tra Squirtle, Charmander o Bulbasaur, per iniziare l'avventura e partire a caccia di Pokemon.

pokemon go

I perchè del successo

L'idea in sé sembrerebbe divertente, oltre a rivelarsi una chiara evoluzione di ciò che molti bambini vedevano alcuni anni fa, guardando i cartoni in tv: il protagonista della serie animata, Ash, sperava di diventare un giorno il più grande allenatore di tutti i tempi e gli adolescenti di oggi si sono trovati nelle condizioni di poter imitare il loro eroe d'infanzia. Se questo spiega perché la maggior parte degli utenti che hanno scaricato il gioco abbia un'età compresa tra i 18 e i 35 anni, non si spiega come mai un numero così consistente di utenti abbia scelto di scaricare l'applicazione e di utilizzarla giornalmente e per molte ore. Una prima spiegazione sarebbe da ricercare nell'interattività del gioco: grazie alla modalità GPS, gli utenti sono invogliati a cercare i Pokemon in giro per la loro città, riconoscendo vie e luoghi familiari e invogliando gli amici a fare lo stesso.

Una seconda ragione che potrebbe aver conquistato gli appassionati di videogiochi è la struttura del gioco stesso: gli amanti dell'esplorazione possono cercare i Pokemon selvatici per la città, mentre i vecchi appassionati di gioco tradizionale possono recarsi nelle palestre e combattere contro altre creature, con la speranza di catturarle.

Infine, non mancano gli aiuti (impensabili in un gioco tradizionale ma tanto amanti nelle creazioni più recenti): gli utenti possono effettuare degli acquisti in App, in grado di semplificare determinati passaggi o di potenziare i Pokemon già catturati. Una buona idea per rendere il gioco più scorrevole e aumentare i guadagni.

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Una considerazione a detta di molti secondaria ma effettivamente non trascurabile è che Pokemon Go debba il suo successo non appena agli appassionati che hanno scaricato il gioco e lo hanno amato sin da subito, ma anche (e soprattutto) agli haters che, con i loro commenti negativi, hanno contribuito ad accrescere la fama del gioco. Una sorta di psicologia inversa, che ha spinto molti scettici a scaricare il gioco e li ha visti appassionarsi nel giro di poche ore. In realtà, Pokemon Go sembrerebbe un gioco figlio del suo tempo: semplice evoluzione dei Nintendo da mettere in borsa e dei giochi da consolle davanti ai quali perdere notti intere di sonno, questo nuovo ritrovato della casa giapponese avrebbe permesso a grandi e piccini (o meglio, a tutti i possessori di smartphone) di dimenticare lo stress quotidiano e di utilizzare un accessorio che già possedevano, in ogni luogo e ad ogni ora del giorno. Non male, se si considera quanto noioso e costoso poteva essere acquistare di volta in volta nuove consolle e nuovi hardware per avere la possibilità di provare il nuovo gioco alla moda.

In conclusione, il vero motivo per cui Pokemon Go sembrerebbe aver avuto tanto successo è la sua versatilità e la sua capacità di far parlare di sé. Gli eterni adolescenti lo hanno amato, gli intellettuali lo hanno disprezzato e i più hanno notato come anche questa moda passeggera sia destinata ad evolversi e a sparire del tutto in breve tempo. C'è già chi ha pensato di sfruttare la geolocalizzazione offerta dal gioco come un modo per farsi notare e attirare la clientela: pub e ristoranti periferici avrebbero messo cartelli con il nome del Pokemon raro che avrebbe nidificato tra banconi e sedie, sperando in una certa visibilità del tutto gratuità. Ci si chiede se gli utilizzatori del gioco, troppo concentrati sulle tecniche di cattura, abbiano il tempo di notare dove si trovano e magari consumare qualcosa; nel dubbio, tentare non nuoce, in attesa della prossima trovata.

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